venerdì 18 dicembre 2009

Social network, ipotesi di censura da parte del Presidente del Senato

All’inizio ho cominciato a scrivere su un'altra piattaforma blog dalla quale però mi sono allontanato per colpa della sua politica di censura coercitiva… questo perché sono assolutamente convinto che la libertà d’espressione e d’opinione sulla rete sia un bene primario che non vada in alcun modo limitato o ridotto per alcuna causa. Ecco perché quando ho appreso che il presidente del senato Schifani, durante i saluti natalizzi alla stampa, è intervenuto su questo tema parlando dell’opportunità di limitare queste prerogative riferendosi ai social network ho ritenuto giusto dire anche la mia.

Se è vero, come ha affermato il presidente, che su questi siti “si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza” è altrettanto vero che essi non vanno combattuti con la censura, perché non sono gli strumenti d’espressione ad essere malati, ma bensì l’uso errato che taluni ne possono fare.

Mezzi come Facebook, Twitter o gli altri social network servono per comunicare, esprimersi e confrontarsi e per questo non possono essere censurati o limitati. Paragonarli agli anni ’70, come ha fatto il presidente del Sento, è assolutamente fuori luogo. Il fatto che qualcuno usi questi strumenti per diffondere odio ed istigare violenza non vuole assolutamente dire che siano tali strumenti in sé ad essere sbagliati e che come conseguenza vadano censurati, perché sarebbe come dire che vanno censurati i telefoni, le lettere, gli sms o quan’altro perché qualcuno potrebbe usarli per diffondere idee d’odio…

Insomma, sono degli strumenti utili proprio perché liberi e se limitati in tale loro prerogativa finirebbero per essere snaturati e perdere completamente di significato.

2 commenti:

  1. Perfettamente d’accordo, l’incitamenti ad odio e violenza non sono condivisibili a prescindere dalla persona a cui essi sono diretti, infatti nonostante io non sia d’accordo col la maggioranza delle cose che sono state fatte e che sono in programma in questo governo ho sempre evitato accuratamente di portare i toni della discussione sul turpiloquio che ho sempre trovato sterile e inutile.
    Quello che mi preoccupa è che se si pone l’attenzione non su chi fa determinate affermazioni, ma sullo strumento usato (il social network) si finirà inevitabilmente per demonizzarlo e ritenerlo la causa di tutto e non semplicemente uno strumento di comunicazione quale esso è...

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  2. Ecco diciamo che una giusta via di mezzo sarebbe l'ideale...

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