mercoledì 25 gennaio 2012

Ma perché è tanto difficile capire la differenza tra outing e coming out?


Per me, ma credo valga per tutti in generale, le parole hanno un loro specifico significato e vanno usate al momento giusto e nel giusto contesto. Mi stupisce che questo concetto banale non sia proprio a molti giornalisti che continuano ostinatamente ad usare il termine outing parlando di chi rivela la propria omosessualità…

Termine più errato non potrebbe esserci perché per outing si intende la pratica di rivelare pubblicamente, in genere per ritorsione, l’omosessualità di alcune persone segretamente omosessuali e che non hanno alcuna intenzione di farlo sapere in giro. Per capirci è la pratica di “sputtanare” l’omosessualità di qualcuno senza che lui lo voglia.

Mentre il termine da usare correttamente è “coming out” che è un'espressione usata per indicare la libera scelta di dichiarare apertamente la propria omosessualità. Questa espressione deriva dalla frase inglese coming out of the closet (“uscire dal ripostiglio”) cioè uscire allo scoperto. L'espressione abbreviata comunemente usata, coming out, ha un contenuto ironico in quanto era (e in parte è ancora) l'espressione usata per indicare il "debutto in società" di una giovane adolescente, di solito al “ballo delle debuttanti”.

Chi dell’uso della parola fa il proprio mestiere dovrebbe quantomeno informarsi un attimo o magari consultare un dizionario prima di utilizzare certe parole… perchè le parole sono importanti!


17 commenti:

  1. amico mio, sulla serietà dei giornalisti italiani c'è molto da discutere...

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    1. E io aggiungerei non solo sulla serietà...

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  2. Majin, ciò che tu denunci qui altro non è che la punta dell'iceberg, per almeno due motivi:

    - Da assiduo, o quasi, lettore dei quotidiani (rigorosamente in forma cartacea, per carità), mi sono reso conto, sempre di più, che ormai tutta la stampa è asservita al partito e/o al potente di turno e, in questo marasma, non c'è colore politico che tenga: tutti uguali.

    - L'altro aspetto, più pertinente al tema del tuo post, ovvero la correttezza linguistica, è un cancro difficilmente estirpabile. La pratica di svilire l'eleganza e la complessità di una lingua come la nostra sembra essere diventato un appassionante neo sport nazionale. Ormai, le "approssimazioni" (è un eufemismo, lo so) sono ovunque e la precisione è vista meno che come un surplus: alcuni, la vedono addirittura come capriccio o come snobberia. Si pensi, allo stesso modo, di come quando si parla genericamente dei "trans", declinando sempre al maschile, non tenendo conto che il genere dell'articolo determinativo è messo in funzione del sesso che si vuol raggiungere. "Un transessuale" è una persona nata donna che vuol divenire uomo, per esempio. Ma ciò che tendo io a sottolineare è che esempi come il mio o il tuo trovano radici e motivazioni di tipo "pre-linguistico", a mio avviso: non si da il giusto peso alle parole, che vengono sparate senza amor di controllo, e nessuno (o quasi) si scandalizza quando errori così grossolani vengono fatti passare.

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    1. Per quanto riguarda il punto primo, innanzitutto complimenti per leggere i quotidiani cartacei, fa piacere sapere che c'è ancora chi lo fa, ma purtroppo questa piaga non è solo a discapito dei quotidiani, ma di qualsivoglia strumento d'informazione, motivo questo che mi ha spinto ormai da tempo ad utilizzare prevalentemente la rete di blog e altri stumenti di controinformazione al posto dei classici mass media...

      mentre per quanto riguarda il secondo punto non posso far altro che sottoscrivere ogni singola parola, punto o virgoletta che hai scritto... hai fotografato perfettamente lo stato delle cose...

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    2. Personalmente, i giornali non li leggo più per attingere notizie di cronaca, bensì per leggere gli inserti "culturali" (o che tali dovrebbero essere), giacché, per l'informazione essenziale vado direttamente sul sito dell'Ansa. In un certo qual senso, è come comprare qualche foglio di approfondimento ad un costo relativamente accessibile, ho spesso trovato suggerimenti per libri che, poi, non ho esitato a definire "ottimi". Nonostante tutto, però, non di rado mi capita di notare che pure quelle pagine sono intrise di politica faziosità...

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    3. Hai perfettamente ragione: non trovare faziosità è cosa più unica che rara, personalmente anche per i consigli letterari, cinematografici, ecc. mi affido alla rete, mi piace in sincerità più leggere le opinioni di chi spontaneamente e senza vincoli espone la propria opinione piuttosto che leggere recenzioni da parte di chi innalza o affossa un operà più per partito preso che per convinzione propria...

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  3. Perchè noi italiani siamo del cialtroni pressappochisti e sappiamo poco l'inglese.

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    1. Loran, non credo che il problema sia quello di conoscere o meno l'inglese, perché se, per formazione tua personale stai attento a cosa scrivi, lo sei a prescindere dalla lingua che usi. È l'atteggiamento che fa la differenza.

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    2. Purtroppo l'Italia è piena di pressappochisti e la cosa peggiore è che non sono presenti solo nel mondo dell'informazione...

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  4. beh ma spesso molte persone che lavorano con le parole non capiscono neppure cosa dice l'intervistato...generando non poche confusioni...concordo con te, le parole hanno un peso ed un significato...e chi dovrebbe saperlo in primis è proprio colui che con le parole ci lavora! Buon pomeriggio

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    1. Peccato però Amoon che questa confusione in primis la faccia proprio chi per l'appunto con le parole ci lavora...

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  5. E' vero ! Mica poi è difficile ! Ciao Mazzinga !

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    1. Beh Bimbo purtroppo pare che per qualcuno sia davvero troppo dificile...

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  6. Le parole sono davvero importanti
    e mi infastidiscono il pressapochismo e la pigrizia mentale.

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  7. Majin sono perfettamente daccordo con quello che scrivi... pure a me da fastidio quando leggo o sento nei media la parola outing per parlare di coming out, ma la volta che questa "fortaza e insignificata" modifica mi ha maggiormente urtato è quando all'interno del telefilm "brothers and Sisters" il doppiaggio ha usato outing volutamente, benché nella verisone originale era evidente che dicessero comiin' out.

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  8. Hai fatto bene a dirlo...ancora c'è chi confonde e una bella rinfrescata non fa mai male.

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  9. Ahaha ma sai che me lo chiedo tantissime volte anche io??!?!
    Cavolo a me è bastata 1 spiegazione, ma agli altri...non so quante volte ho ripetuto le due definizioni!

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