sabato 9 ottobre 2010

Eran 34: eran giovani e forti: E son morti!




La notizia è su tutti i telegiornali di oggi, in un attentato in Afghanistan sono stati coinvolti altri militari italiani. Quatto le vittime (uno siciliano, uno di Alghero di 32 anni, uno di Lecce di 23 e uno di Pisa che aveva la mia stessa età) ed un ferito.


Con quanto è accaduto oggi sale a 34 il numero delle vittime italiane in Afghanistan; 34 ragazzi che hanno perso la vita, 34 famiglie distrutte che hanno perso padri, figli, mariti, fratelli…


È da quando questa follia è iniziata che mi chiedo il senso di tutto questo, non riesco a capire, o meglio capisco i discorsi fatti, la difesa della libertà della patria e tutte la altre belle parole risonanti, ma di fronte a 34 ragazzi che hanno perso la vita mi sembrano tante cazzate…


Siete capaci voi di spiegarmi cosa vale la vita di 34 persone, perché io non sono ancora in grado di capirlo…

22 commenti:

  1. guarda, non lo capisco nemmeno io. ho sempre pensato che il problema sta molto più a monte, che se tutti gli sforzi che si impiegano per farsi la guerra si utilizzassero per fare la pace alla fine almeno si otterebbe un mondo migliore, ma penso anche che alla base di tutti questi conflitti ci siano interessi economici e politici che noi persone comuni ignoriamo e che, molto probabilmente, faticheremmo a capire e ad accettare.

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  2. Politica estera, politica estera... quanto è alto il prezzo della politica estera. E quanto sarebbe minore il costo della cooperazione internazionale che potrebbe gestire in modo pacifico e più efficace le situazioni che creano i conflitti! Ma come uscirne? Pare che la risposta non ci sia ne a dx ne a sx del nostro governo.
    E intanto si continua a piangere sangue innocente, avvolto nel tricolore da noi, e di civili inermi laggiù tra il popolo afgano...

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  3. non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che chi viene destinato alle missioni militari in zone di guerra, lo faccia per libera scelta, con cognizione di causa, sapendo esattamente cosa va a fare ed il conseguente rischio che corre ogni giorno, ogni ora. Questo non rende la loro morte meno inaccettabile, non rende l'assurdità della guerra afgana e di ogni guerra e di ogni missione umanitaria. Tuttavia credo che una cosa sia fare una missione umanitaria armati di medicine ed altra cosa sia farla armati di mitra.

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  4. A si su questo non c’è dubbio CAROLINA se gli sforzi, l’impegno, il danaro, e le risorse umane impiegati a farsi la guerra fossero impiegati per migliorare la situazione attuale vivremmo in un mondo decisamente migliore…
    Leggevo non molto tempo fa che una quota estremamente consistente degli aiuti mandati nei paesi devastati dalla guerra vengono utilizzati dagli stessi governi non per gli scopi a cui erano indirizzati, ma per scopi militari…

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  5. Sai (IN)CONSAPEVOLE se questo è il prezzo della politica estera allora mi piacerebbe tanto che il nostro paese non l’avesse una politica estera… mi rendo conto che esistono degli equilibri mondiali e che l’Italia deve contribuirvi, ma continuo a pensare che lo scotto pagato (lo dico per l’Italia, ma vale per qualsiasi paese) è troppo elevato…

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  6. PIER io onestamente non so come funzionino le cose in questo ambito, ma ho ascoltato al telegiornale (rai, ma non ricordo quale dei tre) che la madre di uno dei caduti ha affermato che il figlio proprio non voleva andarci… non so esattamente cosa intendesse, ma certo non voleva intendere che il ragazzo c’era andato tanto volentieri…
    PS questa poi di chiamare 2missione umanitaria” o “missione di pace” una missione fatta ad armi in pugno è una finezza letteraria che posso mettere nel sacco delle cose che non ho capito…

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  8. Cazzate infatti.. non si capisce il perchè... e continuerò a non capirlo...

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  9. Nessuno è in grado di capirlo. Ci nascondiamo tutti dietro belle parole ma c'è anche chi va volontario a fare la guerra. Allora chi è alla fine lo scemo?

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  10. Sì, confermo che le missioni all'estero sono volontarie. E capisco che di fronte a dei ragazzi così giovani morti sul campo sia poco delicato ragionare sui motivi, ma è altrettanto fastidiosa la retorica di "Dio Patria Famiglia".

    Alcuni militari vanno lì davvero convinti di aiutare il prossimo e di fare un'azione di pace. Quello che c'è dietro, il motivo per cui quelli che "premono i bottoni" (e che non vanno mai sul campo di battaglia in prima persona) non è affatto un interesse per la democrazia e per la giustizia internazionale. Basta vedere dove si concentrano queste missioni per capire che nei paesi senza risorse possono pure massacrarsi che tanto non gliene frega niente a nessuno.

    Poi va anche detto che molti militari ci vanno per denaro (vengono pagati abbastanza bene per fare queste missioni). Sinceramente, al di là che la morte di un giovane è sempre tragica, dal punto di vista emotivo non la sento diversa dalle morti del sabato sera, dagli incidenti sul lavoro o da altri decessi. Un magistrato antimafia che salta in aria e la sua scorta sì. ma un militare all'estero in generale no. A meno che non sia palese che ci era andato con spirito umanitario, tipo quelli di medici senza frontiere o di altri organismi (che non vengono pagati per farlo, tra l'altro).

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  11. MSL in effetti c'è poco o forae niente da capire...

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  12. RAONO io rimango nella mia incapacità di comprendere e ecerto non so chi sia lo scemo, chi muore perchè c'è costretto trovandosi la guerra in casa, chi muore perchè va lì credendo di fare davvero la cosa giusta o chi... so solo che la gente muore...

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  13. Beh ROCCIA credo ormai che l’idea di portare la pace sia una scusa che non si beve più nemmeno un bambino delle elementari… certe scelte d’intervento sono mosse solo ed esclusivamente da motivazioni economiche…
    Resta il fatto però che la gente muore… ed io in tutta onestà non me la sento di dire che la morte di un giovane, anche se consapevole del rischio che corre sia diversa da una qualsiasi altra morte… se anche la scelta di andare in quegli scenari non è umanitaria, ma dettata da sete di guadagno c’è anche da riconoscere che se qualcuno intraprende quella via lo fa perché non ha avuto poi tante altre scelte, non credo sinceramente che se uno va lì solo per denaro lo farebbe ugualmente se gli fosse permesso di lavorare e guadagnare dignitosamente nel proprio paese e senza correre il serio rischio di perdere la vita…

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  14. Non so nemmeno io. È triste, sconcertante e senza senso...

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  15. io aspetto di capire se questa è una missione di pace...e se lo è qualcuno mi spieghi perchè si parla di bombe sugli aerei italiani. Bah

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  16. A volte un ideale... a volte la necessità di denaro... ecco cosa spinge un trentenne ad andare in un paese ostile a rischiare la vita! :( ...purtroppo!

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  17. Tesoro non ti basterà tutta la tua vita per spiegarti i tanti perchè che racchiudi giustamente nel termine "follia" . Per qui giovanissimi che non sono più tra noi non resta che pregare nella speranza che ci sia un " dopo " migliore. Baci

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  18. E' appunto questo MICROO, il senso non c'è...

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  19. AMOON mi sa che "missione di pace" è solo un paradosso... la pace non si fa con le armi in pugno, avessero almeno la decenza di dare a tutto questo il nome che gli spetta...

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  20. Il fatto GUY è che secondo me finchè si tratta di convinzioni proprie è un conto, ma se un ragazzo è spinto dall'indigenza ad andare in guerra (permettimi di chiamarla così) è assolutamente inaccettabile...

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  21. DINO io me lo auguro davvero che ci sia un dopo migliore, ma nell'incertezza mi augurerei ancora di più che si facesse qualcosa ora per chi è ancora rimasto...

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