All’inizio ho cominciato a scrivere su un'altra piattaforma blog dalla quale però mi sono allontanato per colpa della sua politica di censura coercitiva… questo perché sono assolutamente convinto che la libertà d’espressione e d’opinione sulla rete sia un bene primario che non vada in alcun modo limitato o ridotto per alcuna causa. Ecco perché quando ho appreso che il presidente del senato Schifani, durante i saluti natalizzi alla stampa, è intervenuto su questo tema parlando dell’opportunità di limitare queste prerogative riferendosi ai social network ho ritenuto giusto dire anche la mia.
Se è vero, come ha affermato il presidente, che su questi siti “si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza” è altrettanto vero che essi non vanno combattuti con la censura, perché non sono gli strumenti d’espressione ad essere malati, ma bensì l’uso errato che taluni ne possono fare.
Mezzi come Facebook, Twitter o gli altri social network servono per comunicare, esprimersi e confrontarsi e per questo non possono essere censurati o limitati. Paragonarli agli anni ’70, come ha fatto il presidente del Sento, è assolutamente fuori luogo. Il fatto che qualcuno usi questi strumenti per diffondere odio ed istigare violenza non vuole assolutamente dire che siano tali strumenti in sé ad essere sbagliati e che come conseguenza vadano censurati, perché sarebbe come dire che vanno censurati i telefoni, le lettere, gli sms o quan’altro perché qualcuno potrebbe usarli per diffondere idee d’odio…
