Sole, sole, sole e ancora sole ecco cosa vedo in questi giorni mettendo la testa fuori dalla porta di casa mia ogni mattina… con delle giornate splendide come queste avrei decisamente una gran voglia di andarmene al mare :p
Per le vacanze mi tocca aspettare ancora un mesetto, per la metà di luglio ho in programma di passare 15-20 giorni (ovviamente la durata effettiva dipenderà da quanti soldi ci saranno in cassa) in Calabria insieme ai miei amici… nell’attesa però mi auguro di inaugurare presto la stagione balneare con un tuffo da queste parti… magari in quelli di Sorrento…
Nel frattempo mi dedicherò all’acquisto del necessario: asciugamano, crema solare, infradito e soprattutto costume da bagno, anche quest’anno la mi scelta mi sa che cadrà sul classico bermuda (che va bene in tutte le occasioni e su tutti i tipi di fisico, compreso il mio) l’unico dilemma saranno colore e modello :p
Anche oggi scrivo di un film… sarà che in questo periodo non sta succedendo un gran che nella mia vita, ma non trovo nulla di meglio di cui parlare, poi in fondo il cinema è e resta una delle mie grandi passioni.
Ieri sera sono stato al cinema a vedere Robin Hood, con Russell Crowe per la regia Ridley Scott… il trailer mi aveva colpito molto e avevo intenzione di vederlo già da un po’, ma dopo aver visto il film devo ammettere di aver avuto una sensazione di dejavu nel senso che mi è sembrato, in molte scene, di rivedere il Gladiatore…
Nel complesso non è un brutto film, la storia e ben sviluppata e se pure le vicende di Robin Hood sono state al centro di un numero infinito di film riesce a mantenere una certa originalità sull’occhio che guarda alla vicenda rendendo il tutto avvincente tanto da non farmi accorgere delle quasi due ore e mezza che sono trascorse…
Questa volta Robin non è un nobile, ma un semplice arciere dell’esercito di re Riccardo, alla morte di questo durante una battaglia, Robin, stanco per essere stato 10 anni lontano dall’Inghilterra a causa delle crociate parte con uno sparuto gruppo di amici per tornare finalmente a casa. Prima però di attraversare la Manica assiste all’omicidio di Robert Loxley diretto in Inghilterra per riportare la corona del re in patria. A questi del quale ruba l’identità Robin fa la promessa di riportare al padre la sua spada. Sarà proprio l’incontro con Sir Walter Loxley e con la moglie del defunto cavaliere, lady Marian, a cambiare la Vita di Robin indirizzandolo verso un percorso al quale non avrebbe mai pensato, compresa la trasformazione in Robin Hood allo scopo di difendere il popolo oppresso dal nuovo sovrano.
Eccovi ora come al solito il trailer del film:
Piccola nota a margine: Il film inizialmente era stato pensato con il titolo Nottingham ed avrebbe dovuto essere incentrato sulla figura dello sceriffo interpretato per l’appunto da Russell Crowe. In seguito la sceneggiatura è stata completamente riscritta per far diventare il film quello che è ora.
Qualche giorno fa ho fatto un post su Prine of Persia – Le sabbie del tempo e sul bel Jake Gyllenhaal, nei commenti mi è stato suggerito un altro suo film da vedere: Brothers.
Vista la mia grande curiosità in ambito cinematografico non potevo non vederlo ed è stato decisamente una gran bella sorpresa: un film intenso, coinvolgente che esprime perfettamente l’impatto che la guerra in Afganistan (ma in generale tutte le guerre) ha avuto nella vita della famiglie dei soldati coinvolti.
Un film che nonostante il dolore che si porta dietro riesce comunque ad esprimere la poesia di una vita che continua nonostante tutto e la capacità che una “scelta” ha di cambiare la vita di ciascuno.
Insomma un film che, senza remore, mi sento di consigliare a tutti.
Da sottolineare poi l’interpretazione sia di Jake Gyllenhaal che di Tobey Maguire che dimostrano ancora una volta di non essere solo due attori da botteghino, ma due grandi attori.
Come al solito vi riporto la trama tratta da Wikipedia ed il trailer:
Sam (Tobey Maguire), marito di Grace (Natalie Portman) e padre di due bambine, parte per una missione in Afghanistan, proprio quando il fratello minore di lui, Tommy (Jake Gyllenhaal), esce di prigione. Mesi dopo, giunge a casa la terribile notizia che Sam è morto in un'azione di guerra e Tommy, fino ad allora malvisto da Grace per la sua vita da sbandato, decide di aiutare la famiglia dello scomparso. Tommy instaura un rapporto di affetto molto intenso con le figlie di Sam e Grace e con la stessa Grace: i due arrivano al punto di baciarsi, ma il pensiero del fratello e marito scomparso li inibisce dall'instaurare una relazione sentimentale. In realtà Sam non è morto, ma è solo stato catturato, con un soldato della sua compagnia, da un gruppo ribelle. Nella scena più drammatica del film i carcerieri costringono Sam a uccidere il compagno minacciandolo con una pistola. Poco tempo dopo Sam viene liberato da un'incursione di soldati americani. Un giorno Grace riceve una telefonata in cui le viene comunicato che il marito dato per disperso è vivo, ed è stato ritrovato. Sam torna a casa, ma vive nello shock della prigionia passata e dell'azione che è stato costretto a compiere. È mentalmente disturbato, incapace di recuperare il rapporto con le figlie, che mostrano di preferire lo zio Tommy, che durante quei mesi è stato loro vicino. Il dubbio che la moglie e il fratello abbiano una relazione sentimentale lo strugge e a poco a poco impazzisce.
Piccola nota di curiosità: il film non è un’opera originale ma il remake di un film danese del 2004 dal titolo “Non desiderare la donna d’altri”.
Un nuovo mese è arrivato e come ogni mese vi propongo uno spot contro l’AIDS, in questo caso ve ne propongo uno un po’ particolare che ho scelto più che atro perché mi ha colpito non tanto per il messaggio quanto per la realizzazione… più che uno spot lo si può definire un cortometraggio ed è davvero bello oltre che dotato di una musica azzeccatisima, in più lancia un messaggio importate… due ottime ragioni per guardarlo.
Pensando all’estate che si avvicina la memoria mi è tornata all’estate dello scorso anno e al viaggio fatto in Giappone, mi sono però accorto che fra i resoconti del viaggio che ho fatto sul blog avevo omesso proprio di parlare di una delle più affascinanti città che ho visitato: Kyoto
Si tratta dell’antica capitale imperiale nonché di una delle città più visitate dai turisti di tutto il Giappone che per l’occasione usano soggiornare nei ryokan, delle strutture alberghiere tipiche ospitare in case tradizionali in cui le porte sono ancora fatte di carta come nella tradizione e ci si toglie le scarpe per camminare in casa il cui pavimento è l’ancor più tradizionale tatami. Purtroppo visto che non siamo riusciti a prenotare per tempo il soggiorno nel ryokan l’abbiamo perso e ci siamo dovuti accontentare di un albergo in stile occidentale :(
La prima tappa è stata assolutamente improvvisata ed abbiamo girato senza una meta precisa per la città e per Gion in particolare ammirando quella che è l’attrazione principale e cioè le geishe, un vero monumento vivente alla cultura giapponese… in realtà non ne abbiamo viste poi molte anche perché essendo estate inoltrata ed essendo gli abiti tradizionali che indossano (i kimono) molto pesanti e a più strati le poverine erano decisamente affaticate…
La seconda tappa, invece, è stata la Kyoto orientale, una delle zone culturalmente più significative del Giappone (tanto da essere considerata dall’ Unesco patrimonio mondiale dell’umanità), ma non avendo tempo di vederla tutta ci siamo limitati all’itinerario della guida che include i più belli e importanti santuari della zona: tempio Kiyomizu-dera; pagoda di Yasaka-jinia; tempio di Kodai-ji; tempio di Chion-in; tempio di Shoren-in ed in fine santuario di Yasaka-jinja.
Tutta la zona è estremamente caratteristica piena di bancarelle colorate e di mercatini in cui si può trovare di tutto compreso un disgustoso gelato al the verde… ed è comunissimo vedere ragazzi e ragazze girare con gli abiti tradizionali estivi, davvero molto belli e colorati quelli femminili con i motivi più svariati e classici ed eleganti quelli maschili dalle varie tonalità di grigio…
La cosa più strana era vedere le donne che andavano a fare la spesa con gli abiti tradizionali :)
In attesa delle prossime puntate di The Vampire Diariesho cominciato a seguire una nuova serie tv sempre sui vampiri, giusto per non rischiarne l’astinenza: True Blood.
Anche in questo caso la saga ha un origine letteraria, infatti è basata sui romanzi del Ciclo di Sookie Stackhouse della scrittrice Charlaine Harris. Pur vincitrice di diversi premi, a causa di molte scene di nudo, di sesso esplicito e di scene ritenute splatter, la serie è stata più volte al centro di polemiche.
In ogni caso va detto che questa serie è legata a doppio filo al mondo gay, sia perché ci sono diversi personaggi apertamente omosessuali (tra cui Lafayette, cuoco gay del Merlotte's e cugino di Tara la migliore amica della protagonista), sia per la presenza di numerosi gran bei ragazzi nel cast, sia per l’impegno nel sociale chew ha dimostrato, infatti il cast della serie ha organizzato una raccolta di fondi di beneficenza il cui ricavato è stato destinato all’associazione Gay, Lesbian and Straight Education Network, che da anni si batte contro le discriminazioni sessuali.
Decisamente degni di nota poi sono i personaggi maschili della serie, non tanto per le loro doti artistiche (comunque presenti), ma soprattutto per i loro corpi… innanzitutto Stephen Moyer che interpreta il vampiro protagonista Bill Compton e poi Ryan Kwanten che interpreta Jason Stackhouse il fratello della protagonista che, davvero molto carino (è quello nella foto qui sotto per capirci), vediamo più nudo che vestito ed è obbiettivamente un gran bel vedere :p
Eccovi la trama, come al solito tratta da Wikipedia e la scena del primo inconto fra i due protagonisti:
In un futuro non ben precisato, i vampiri e gli umani possono vivere assieme pacificamente, grazie ad un'invenzione rivoluzionaria di una ditta farmaceutica giapponese, che ha inventato uno speciale tipo di sangue sintetico di nome Tru Blood che può soddisfare i bisogni fisiologici dei vampiri. Ormai sono due anni che vampiri e umani vivono gli uni accanto agli altri, pur se con difficoltà e contrasti. A Bon Temps, una piccola e tranquilla cittadina della Louisiana vive Sookie Stackhouse, una cameriera che ha il dono di leggere i pensieri della gente. Una notte Sookie incontra Bill Compton, un vampiro di 173 anni originario di Bon Temps, tornato in città dopo parecchi anni. Tra i due nasce un legame amoroso che li porta a dover lottare contro i pregiudizi degli amici e dei cittadini di Bon Temps.
Per ora io sono solo alle primissime puntate della prima stagione, ma la storia già promette di avere evoluzioni molto interessanti… visto che so che alcuni di voi già l’anno vista che ne pensate vi è piaciuta?