giovedì 15 aprile 2010

Fuck you

Semplicemente perché ogni tanto fa bene mandare a farsi fottere certa gente… Certo non è che serve a risolvere i problemi, ma quanto meno migliora un po’ l’umore… Poi con certe cose che si leggono sulla rete in questi giorni (...), questa è un'esclamazione che m'è venuta dal cuore...



La canzone, se non l’avete riconosciuta, è “Fuck you” di Lily Allen e per chi come me mastica poco la lingua inglese ecco la traduzione googlata:


Guarda dentro, guarda dentro alla tua piccola mente
e guarda più a fondo
perchè siamo così poco ispirati
così malati e stanchi
dell’odio che tu serbi.

Allora tu dici che non è OK essere gay
beh io penso che tu sia solo cattivo
tu sei solo un gran razzista
i tuoi punti di vista sono da medioevo.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene
perchè odiamo quello che fai
e odiamo tutta la tua crew
e per favore non farti più sentire.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene
perchè le tue parole non si traducono
e si sta facendo tardi
e per favore non farti più sentire.

Ce la fai, ce la fai ad uscire dal tuo stato mentale retrogrado ?
vuoi diventare come tuo padre
ti approverà più tardi
beh questo non è il modo in cui lo troverai.

Ti diverti a vivere una vita così cattiva ?
perchè c’è un buco dove dovrebbe starci la tua anima
stai perdendo il controllo
ed è davvero disgustoso.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene
perchè odiamo quello che fai
e odiamo tutta la tua crew
e per favore non farti più sentire.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene
perchè le tue parole non si traducono
e si sta facendo tardi
e per favore non farti più sentire.

Guarda dentro, guarda dentro alla tua minuscola testa
e quarda più a fondo
perchè siamo così poco ispirati
così malati e stanchi
dell’odio che tu serbi.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene
perchè odiamo quello che fai
e odiamo tutta la tua crew
e per favore non farti più sentire.

Fottiti, fottiti proprio proprio bene perchè le tue parole non si traducono e si sta facendo tardi e per favore non farti più sentire.

mercoledì 14 aprile 2010

Botineras, dal bacio gay alla scena d’amore…

Non so se vi ricordate, ma qualche tempo fa vi ho già parlato di questa setie, Botineras, la prima telenovelas argentina che ha rappresentato un bacio gay


Per chi non avesse letto l'altro post, vi ricordo che in “Botineras” si raccontano le vite di una scuadra di calciatori e soprattutto delle loro mogli e fidanzate, un po’ come da noi è stato per “Ho sposato un calciatore”...


Oggi girando fra Youtube scopro che la serie è andata avanti e che dal primo bacio gay sono arrivati alla prima scena d’amore gay ed ovviamente non potevo esimermi dal postare il video…


I due protagonisti della scena sono sempre gli stessi Christian Sancho (il bel tipetto della foto qui a fianco) ed Ezequiel Castaño, entrambi sempre più sexy e sempre più carini.


Ora dico io tra tante serie spazzatura che circolano sulle nostre televisioni perchè non importare anche questa telenovelas... che tanto spazzatura non mi sembra e credo avrebbe da subito un pubblico di appassionati, me incluso :P




martedì 13 aprile 2010

DVD sella settimana: Il colore viola

Un film stupendo che mi ha tenuto incollato dall’inizio alla fine… si tratta di un classico del cinema, uno di quei film che vanno assolutamente visti almeno una volta nella vita. Purtroppo avendolo visto fin ora solo in tv mi era capitato di vederlo solo a spezzoni e a distanza di molto tempo l’uno dall’altro, stavolta invece ho potuto apprezzarlo in pieno dall’inizio alla fine senza interruzioni e l’ho trovato semplicemente grandioso…

È un film pieno e coinvolgente che tocca varie corde dell’animo umano, interpretato magistralmente da Whoopi Goldberg che in questo film (se non sbaglio il suo debutto) da il meglio di sé.

Se qualcuno non l’avesse ancora visto gli consiglio decisamente di vederlo, si tratta di uno di quei film che non solo non lascia indifferente, ma è certo anche un motivo di arricchimento.

La trama della storia è molto articolata e complessa e non può essere racchiusa in poche righe (anche perché questo film è tratto da un libro premio Pulitzer), comunque, giusto per stuzzicare la vostra curiosità, vi riporto un piccolo sunto tratto da Wikipedia:


“Nella Georgia nei primi anni del XX secolo, Celie, una giovane ragazza di colore, viene violentata dal padre, e dà alla luce due figli che, però, le vengono strappati.

Viene "venduta" ad Albert, un vedovo con quattro bambini, nero anche lui, violento e sfruttatore, che la tratta come una schiava. A Celie resta solo Nettie, la sorella minore, insidiata, però, dal marito Albert che, respinto con forza, la caccia di casa. Albert, nella sua crudeltà, per anni nasconde le lettere che Nettie spedirà a Celie, che continua a condurre una misera esistenza.

Quando Albert torna a casa con una nuova amante, una cantante blues di colore, Shug Avery, questa diventa amica di Celie, e rappresenta un nuovo punto di riferimento per la ragazza, che trova dentro di sé la forza di reagire, lasciare il crudele marito e andare avanti per riuscire finalmente a vivere una vita felice”.







lunedì 12 aprile 2010

Colin Farrell: discorsi sull'omofobia...

Adoro Colin Farrell, non ne faccio mistero e ritengo che sia uno degli uomini più sexy sulla faccia della terra…

Più volte ho già parlato di lui sia su questo che sul precedente blog, ho già parlato di film in cui ha toccato temi come l’omosessualità e la bisessualità (Alexander e Una casa alla fine del mondo), ho anche già parlato del fratello di Colin (gay dichiarato) ed anche del fatto che Colin gli ha fatto da testimone di nozze al suo matrimonio.

Ora leggevo su querblog che sta partecipando ad una campagna irlandese contro l’omofobia e che proprio in un incontro abbia parlato di suo fratello dicendo:


“Non ricordo molto degli anni di sofferenze fisiche ed emotive che ha subito mio fratello Eamon. Io ero molto piccolo. Ma ricordo invece, letteralmente, il suo sangue sulla maglietta quando tornava a casa, al pomeriggio. Gli insulti e le botte erano molto frequenti per lui ed è stato sempre una costante per i suoi anni a scuola. La gente spesso ha paura delle differenze. Sentono che tutto ciò che può spaventare, dovrebbe essere mandato via, cacciato. Mio fratello era “la paura” per molte persone, ma per me, era la gioia della mia vita. Mi ha sempre fatto ridere con la sua intelligenza e il suo spirito, mi ha ispirato con la sua forza e la sua bontà. Per alcuni studenti della sua scuola, lui tuttavia era qualcosa da temere, da allontanare. Non ho mai compreso il perché e ancora adesso la cosa mi è oscura”.



Ora ditemi come si fa a non amare un uomo come questo: bello, sexy e pure sensibile…

domenica 11 aprile 2010

Happy birthday to my cat

Correva ormai il lontano 2003 quando la mia gattona Minù metteva per la prima volta piede nella mia casa…

Quella mattina era cominciata come tutte le altre mattine di quel periodo, con la sveglia che suonava alle sette ed io che come uno zombie mi alzavo dal letto e prendevo il mio caffè, non immaginando che quel giorno sarebbe stato un po’ diverso dal solito…

Come tutti gli altri giorni, in ritardo mostruoso, sono sceso di corsa per prendere il treno e come tutti gli altri giorni miracolosamente sono arrivato in orario (o quasi) in facoltà. Le ore passavano lente fra una lezione e l’altra (io sono uno studente di veterinaria se ve lo foste chiesto) e fra la proiezione di un lucido e l’altro entra in aula una mia collega con due adorabili fagottini miagolanti in una scatola di cartone. Purtroppo molta gente ha la pessima abitudine di abbandonare cuccioli appena nati vicino alla nostra facoltà pensando che fra tanti ragazzi e ragazze che studiano veterinaria uno di buon cuore disposto ad adorare un cuccioletto si trova di certo…

Stavolta era il turno i due adorabili gattine; erano piccolissime e visto che miagolavano sole nello scatolo abbiamo deciso di tenerle in braccio durante la lezione (fortuna che i prof ci sono abituati ed ormai non dicono “quasi” più niente).

Quei due batuffolini erano delle pesti, ma avevano dei caratteri molto diversi, una era coccolosa e stava buona non appena qualcuno la teneva in braccio, ma si vede che qualcosa in me proprio non gli piaceva, perché appena mi avvicinavo o provavo a prenderla in braccio cominciava a miagolare a più non posso; l’altra era invece l’opposto non sopportava di essere tenuta in braccio da nessuno, ma all’opposto della sorellina con me stava buonissima e smetteva di miagolare non appena la prendevo io, quindi volente o nolente la tenni io in braccio per tutta la giornata, al punto che mi si addormentò su una gamba mentre mangiava un omogeneizzato che avevamo comprato per lei e la sorellina.

Com’è ovvio pensare tutti cominciarono a dire che aveva scelto me e che per questo dovevo adottarla io, visto e considerato che dopo tutto non avevo nessun animale domestico… io l’avrei pure fatto, ma purtroppo non abito per conto mio, ma con i miei e che loro di un gatto in casa non ne volevano proprio sapere…

Comunque durante la giornata provammo disperatamente a trovare una sistemazione per le due orfanelle ed in fine ne piazzammo una… ovviamente la più coccolosa! Per l’altra proprio non c’era verso, anche perché non voleva staccarsi da me ed alla fine mi lasciai convincere a portarla a casa almeno (questa era la condizione) per una notte, in attesa di trovarle una sistemazione definitiva.

Fatto sta che dovendo coabitare per un po’ era il caso di darle un nome e decisi di chiamarla Minù, questo era il titolo di una vecchio cartone animato che vedevo da bambino in cui c’èra una signora – la signora Minù per l’appunto – che per effetto si una magia diveniva piccolissima e dato che quel batuffolino era microscopico, al punto da stare comodamente nel palmo della mia mano, mi era sembrato il nome più appropriato.



Ora sono passati ben 7 anni e quel batuffolino è diventata una gattona da 6 chili…

venerdì 9 aprile 2010

Resoconti di Pasquetta...

Come vi ho promesso ecco un piccolo resoconto della mia breve vacanza di post-pasquale…


La tradizione vuole che per Pasquetta si vada fuori porta e quindi tanto per non dar adito alle voci che mi vogliono poco conformista io e due miei amici ci siamo armati di armi e bagagli (più bagagli che armi in effetti) e ci siamo diretti verso Praia a mare, un paesino nel nord della Calabria poco dopo il confine con la Basilicata. Si tratta di un paesino che vive prevalentemente di turismo balneare, quindi in questo periodo non era per nulla affollato ed abbiamo potuto andarcene in giro tranquillamente…

L’attrattiva principale sono sicuramente le spiagge che si estendono per chilometri e chilometri perdendosi quasi con la linea dell’orizzonte e l’isoletta di Dino, una piccola isola che si innalza di fronte a Fiuzzi e dotata di splendide grotte marine, tra queste le più famose sono la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone.



Un’altra cosa caratteristica è il Santuario della Madonna della Grotta, chiamato così perché posizionato all'interno di una grotta naturale all'interno di una collina. Lo scenario è stupendo e da lì oltre che godere della splendida vista si può ammirare la grotta che se pur convertita in un santuario rimane un bellissimo spettacolo naturale (la leggenda vorrebbe che nell'agosto del 1326 un bastimento turco solcava veloce le acque al largo dell'isola di Dino, quando d'un tratto rimase immoto, come per incantamento. I marinai turchi si atterrirono e pensarono che la causa di tutto ciò fosse un maleficio. Essi sapevano infatti che il capitano era cristiano e serbava gelosamente nella sua cabina una statua della Madonna, per poter proseguire felicemente, bisognava liberarsene a tutti i costi. Ma piuttosto che lasciar cadere in mare la statua della Madonna, il capitano preferì abbandonarla sul lido, nella grotta).


È stata una tre giorni che decisamente mi è servita per ricaricare le pile… e solo il cielo sa se in questo momento non ne avessi bisogno :)

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